domenica 15 marzo 2020





Freud ha delle idee riguardanti la coscienza, pensa che costituisce solo una piccola parte della sfera psichica dell'uomo ed è la parte consapevole della nostra personalità che ci pone in contatto con il mondo. Sotto questa soglia c'è l'inconscio dove ci sono ricordi, desideri e impulsi. Dall'inconscio si suddivide il preconscio dove vi sono contenuti psichici latenti cioè non presenti nella coscienza ma sono suscettibili di diventare consapevoli in qualsiasi momento. Nell'inconscio ci sono elementi psichici che sono stati rimossi, nel preconscio vi sono elementi dimenticati solo momentaneamente. Per Freud la psiche è composta da tre istanze(seconda topica):

  • Es: dimensione della vita pulsione, descritta metaforicamente (calderone di impulsi). Si tratta di un livello della vita del soggetto che risulta estraneo all'Io impersonale. 
  • Super-io: coscienza morale, cioè l'insieme dei divieti che fin da bambini ci sono stati impartiti dai genitori. Tale istanza è parte cosciente perché rappresenta un modello dell'Io che ha di fronte. 
  • Io: parte organizzata della psiche, l'istanza che ha il compito della mediazione e della sintesi delle altre due componenti. Freud afferma che l'io deve fare i conti con tre severi padroni poiché all'Es e il Super-io si deve aggiungere un terzo tiranno: il mondo esterno. 
La struttura conflittuale della psiche descritta è all'origine della formazione della nevrosi. La nevrosi è uno dei principali squilibri o disturbi della psiche.Essa è una malattia della psiche causata da un forte conflitto tra Io, Super-io e pulsione dell'Es e i suoi sintomi richiedono una interpretazione grazie al metodo delle libere associazioni. Questo metodo prevede che il paziente racconta tutto quello che gli viene in mente e il soggetto deve lasciar scorrere le immagini. Il terapeuta deve innescare il processo ideativo offrendo alcuni spunti da cui il paziente deve partire .In questo modo si accede alle regioni nascoste dell'inconscio.

martedì 10 marzo 2020


  • Freud lavoró nel reparto di malattie nervose a Vienna e questo lo portó a interessarsi dei casi di isteria. Il termine deriva da hystèra: “ utero”  cioè uno stato patologico della psiche.  Spiega il meccanismo alla base delle patologie isteriche e nevrotiche secondo cui:
  • Il soggetto vive un evento traumatico. 
  • In lui si determina una reazione di difesa per la spiacevolezza della situazione che consiste nell’oblio stesso. 
  • A cause di certe circostanze è impedito il deflusso della carica emotiva, cioè viene negata la possibilità della sua normale espressione attraverso gesti. 
  • L’energia rimasta determina la formazione dei sintomi. Organici nei casi di isteria e psichici nei casi di nevrosi. 

Egli riconosce che esistono processi psichici non consapevoli, basta pensare alla teoria della rimozione in base alla quale ci sono eventi, pulsioni che attivano una sorte di reazione di difesa che si desidera cancellare.

Freud per quattro anni analizza se stesso e l’autoanalisi confluisce in futuro in “l’interpretazione dei sogni”. Nella sua autoanalisi Freud individua una via privilegiata per accedere al territorio dei contenuti inconsapevoli che egli comincia a indicare come la dimensione dell’inconscio. Questa via è rappresentata dall’analisi dei sogni. Per Freud i sogni sono sintomi di qualcosa, che riguardano il passato. Il sogno è l’espressione di un desiderio, i sogni hanno bisogno di essere interpretati. Freud scopre l’esistenza di due livelli di significato nel sogno:

Il primo é appariscente e immediato, è costituito dalla scena onirica così come è vissuta ed è definito “contenuto manifesto”
Il secondo cioè il lato nascosto si identifica con le tendenze, idee e desideri inconsci e si esprimono attraverso  la scena onirica ed è definito “ contenuto latente”. Il sogno è il compromesso tra queste due forze. Nei sogni i desideri non vengono espressi direttamente ma in una forma allusiva e simbolica.

Attraverso l’autoanalisi Freud approfondisce i meccanismi della memoria. Distingue i lapsus che sono errori involontari nel parlare o nello scrivere e i cosiddetti atti mancati cioè amnesie, falsi ricordi ecc. Questi sono segnali importanti di un conflitto interiore. Freud individua due fattori importanti: il primo è un’intenzione consapevole perché sappiamo che stiamo per compierlo. Il secondo è la tendenza inconscia che agisce sull’intenzione cosciente. L’origine dei lapsus si deve cercare in cause inconsce.


La teoria della sessualità:



Questa nuova e rivoluzionaria concezione freudiana della sessualità è considerata come una tendenza dell'organismo all'autoconservazione e al piacere. La principale novità è che la sessualità non deve essere ristretta ai soli rapporti tra adulti, ma che rivesta anche un significato più ampio coinvolgendo la sfera  dell'infanzia considerata innocente. Questo implica un allargamento del concetto di sessualità che arriva poi a comprendere anche impulsi e istinti. Egli non condivide la tesi della psicologia tradizionale che identificava l'oggetto della sessualità con l'individuo di sesso opposto ,però ciò lascia irrisolto il problema delle perversioni cioè le deviazioni identificate come anomalie. Per questo freud afferma che l'istinto sessuale è un insieme di pulsioni che presenta caratteri specifici e che tende al piacere e alla soddisfazione indipendentemente dall'oggetto.In relazione alla pulsione sessuale si parla di libido cioè un'energia specifica che può subire variazioni nei diversi momenti dello sviluppo che può indirizzarsi a oggetti o a finalità molteplici e differenti e tendono alla conservazione del piacere ed è indipendente rispetto all'oggetto. La libido è attivata dell'infanzia infatti il bambino è un perverso polimorfo perché la sua pulsione non tende alla procreazione e neppure al soddisfacimento.
Il polimorfismo si riferisce al fatto che il bambino prova piacere attraverso varie parti del corpo:

  • Fase orale dove la zona del piacere si identifica con la bocca 
  • Fase anale che va da uno a tre anni e la zona è costituita dall'ano con le funzioni corporali
  • Fase genitaledove la zona è rappresentata dagli organi sessuali. Essa si distingue a sua volta in una fase fallica dove il bambino diviene consapevole del possesso del pene e sviluppa il complesso di Edipo dove vi è il sentimento che unisce il bambino ai suoi genitori. Si manifesta durante appunto la fase fallica dove vi è l'attaccamento erotico del bambino verso il genitore di sesso opposto.Il maschio sviluppa sentimenti ostili verso il padre e desidera avere la madre tutto per sé. La femmina si sente atratta dal padre da un sentimento di amore. Freud indica il complesso cioè la costellazione di emozioni a carattere sessuale che la situazione comporta. Il complesso  di Edipo riveste una funzione essenziale in quanto ogni uomo deve superarlo per poter maturare cioè raggiugnere lo stato adulto e una sessualità consapevole.

Inoltre secondo Freud l'origine della società risiede nei conflitti edipici alla base del totemismo in cui il totem rappresenta l'autorità, l'oggetto di culto e il legame totemico sembra finalizzato a evitare rapporti tra consanguinei perché implica di sposare donne appartenenti allo stesso gruppo etnico. Il tabù invece costituisce l'insieme dei divieti e delle norme volti a impedire il parricidio e l'incesto. Da queste norme e prescrizioni derivano la morale e la religione. Inoltre per Freud la società consiste nella ricerca della società infatti l'agire dell'uomo è messo dal principio del piacere cioè dalla tendenza a realizzare immediatamente i propri desideri.Tuttavia l'uomo deve sottostare al principio di realtà che implica l'esame delle circostanze e il differimento del piacere e presiede inoltre alla nascita delle norme sociali.

lunedì 17 febbraio 2020

Kierkegaard: 


Quello che gli interessa è riflettere sull’esistenza e metterne in luce le problematiche e accettarne le contraddizioni.
Lui nella sua vita affronta il tema della scelta Questo tema della scelta appare come il cardine intorno al quale si sviluppa tutta la riflessione del pensatore. Una decisione di porre Dio sopra ogni cosa. Per lui l’uomo è posto di fronte alla drammaticità dell’esistere deve assumersi le proprie responsabilità. . Vi è una decisione tra alternative opposte e inconciliabili che comporta un’assunzione di responsabilità.

  • Individua tre stadi dell’esistenza: 
  • La vita estetica: è vissuta nell’istante e nella continua ricerca del piacere è implica la dispersione del soggetto. Conduce alla noia e alla disperazione. Per lui wuesta vita è insufficiente perché chi si dedica solo al piacere disperde la sua personalità. 
  • La vita etica: è caratterizzata dalla scelta e dalla responsabilità e comporta la sottomissione alle regole della famiglia e della società. Conduce alla percezione della propria inadeguatezza morale e al pentimento. Questa vita è dominata dalle responsabilità. La famiglia esprime l’ideale del dovere morale nel senso più elevato. La donna diventa l’embkema della concretezza, felicità stabile e durevole. Nell’agire  etico il soggetto sottomette la propria individualità alle regole della famiglia e della società. Questa vita rappresenta il modello di vita borghese; concentrato sul matrimonio famiglia e lavoro. 
  • La vita religiosa che implica il santo della fede in senso metaforico che è paradosso e scaldalo per la ragione umana. Comporta un rapporto esclusivo tra individuo e Dio. L’individuo capisce lo squilibrio delle cose e la dimensione dell’eterno. Avverte l’inadeguatezza di fronte a Dio. La fede è un paradosso perché è contraria all’opinione degli uomini. 
Egli afferma che l’uomo è ex- sistenza.  Egli può trascendere la propria condizione e proiettarsi sul futuro. È possibilità. Pertanto prova angoscia intesa come pure sentimento della possibilità del fare qualcosa e prova disperazione( malattia morale) intesa come lacerazione tra finito e infinito. L’unico rimedio alla disperazione è la fede. 

domenica 9 febbraio 2020


Confronto tra Leopardi e Schopenhauer


Per entrambi la vita oscilla tra noia e dolore. Questo perché nella loro concezione di vita ciò che viene tanto desiderato, ma alla fine non raggiunto è causa di profondo dolore. Quando però quest’ultimo viene raggiunto tutto ciò è causa di noia e porta il corpo a desiderare immediatamente altro. Per Schopenhauer  la vita è male e quindi potrebbe esistere anche il bene, per Leopardi il male non esiste. Per cLeopardi (come per Schopenhauer) esiste  una via di liberazione dall'angoscia: il raggiungimento di una gioia vaga ed indefinita  che possa liberare l’uomo. Per Leopardi l'immersione in una gioia indefinita causa un senso di smarrimento che annulla la volontà della persona, è lo stesso concetto espresso da Schopenhauer con il termine "Noluntas" (annullamento del volere).



Confronto tra Leopardi e Nietzsche: 
Entrambi credono che le illusioni dell’arte sono uniche e necessarie per la sopravvivenza! Il vero mondo è falso e crudele. Nietzsche aggiungerà che al di sopra dell’uomo che è destinato all’annientamento è possibile trovarvi l’esistenza del superuomo. Ossia chi oltrepassando il fatto di essere un uomo e di essere destinato alla morte gode della vita in tutti i suoi aspetti, anche degli aspetti dolorosi. Questo piacere per il proprio annientamento fa intendere che la volontà di vivere, che Leopardi  chiama amor proprio, sia eterna. Leopardi e Nietzsche, una volta compresa la triste essenza dell’esistenza, proseguono verso il cammino di un’accettazione della vita nella sua intera totalità, arrivando ad intendere la vita come casualità - perché per caso si nasce, per caso si nasce proprio qui e per puro caso viviamo - che va non solo accettata, ma amata in ogni sua sfaccettatura. Pongono entrambi  alla base di ogni loro conoscenza  il penetrare a fondo nell’esistenza umana. Abbiamo citato” il sabato del villaggio” di Leopardi. Viene descritto un quadro di vita di un sabato e una gioia per l’attesa del giorno festivo che risulterà poi deludente. Leopardi qui illustra una visione del piacere. La gioia vjene manifestata nell’attesa del giorno festivo che poi risulta irraggiungibile, qualcosa di deludente.

sabato 18 gennaio 2020



Il nichilismo è un atteggiamento che tutti i valori del mondo metafisico afferma. Non ci crede più in nulla infatti “Nichil” significa proprio nulla. Il nichilista fa parte di tutta la cultura occidentale a partire da Socrate. Dalla nascita della metafisica derivata dalla spiritualità. Nietzsche avvia un distacco dalla natura istintuale dell’uomo. Lo scopo è rivelare gli inganni della cultura perché non esiste un’unica interpretazione della realtà perché vi sono molteplici punti di vista. La filosofia deve smascherare le credenze che da Socrate in poi hanno dominato il mondo. La filosofia del mattino infatti libera l’uomo dalle tenebre del passato. Il mondo creato dai metafisici è solo illusione pura. Egli parla di una trasvalutazione dei valori e esprime ciò nella Zalatustra e nella dottrina del superuomo. Egli parla di decadenza, è critico verso il monoteismo e si collega alla decadenza parlando di metafisica. Parla di umiliazione, sottomissione, penalizzazione del corpo e della vita, povertà di spirito. Ciò che è vicino al filosofo è il decadentismo europeo dove l’uomo è da solo nell’universo. Questo provoca un senso eccitante come in D’Annunzio e può avere anche un senso cupo e malinconico. Egli ha trascritto alcuni testi di Leopardi dove quest’ultimo diceva che la nostra fantasia era attiva quando nella vita c’erano le divinità e trascrive un intero bravo del sabato del villaggio. La “morte di Dio” consiste nell’esito estremo del nichilismo. Quando l’uomo decide che c’è un solo Dio e egli muore il filosofo si domanda perché. Gli uomini hanno ucciso Dio. Insieme con egli hanno uccido tutto ciò che rappresentava e così erano privi di certezze e valori. Per lui un in mondo dominato dalla scienza la religione ha perso valore, perché vi sono nuovi miti della scienza, del progresso. 

lunedì 23 dicembre 2019

Nietzsche:

Nietzsche ha un approccio vitalista alla vita. Teorizza il superuomo “ L über mensch” che abbraccia  la vita. Egli studia la filologia dove il suo primo lavoro importante è stato” nascita della tragedia” dove noi da quest’ultima abbiamo il compito di staccarci, deriva da riti Dioniaci legati proprio a Dioniso. Vi era un’esperienza legata a questi riti che era una fonte che prevedeva una frattura cruenta tramite danze, ubriacature e  sacrifici di animali, vi era un eccesso di perdita dell’io nella natura, nell’eros. Nietzsche colloca la nascita nel teatro. Si definisce il più grande psicologo della storia perché sa interpretarla al meglio.

Articola il suo pensiero in diverse fasi:

  • Nella prima lui afferma che alla base della civiltà greca ci sono due principi: Apollineo: problema della misura e ordine, della musica armonica.  Apollo era il fratello di Dioniso e usava la lira per suonare. L’apollineo è una dimensione armonica dov’è vi è un’identità equilibrata.   Dionisiaco: problema caos, potenza, creatrice, dell’ebbrezza, e sensualità. Lui pensa che la tragedia nasce dai canti corali in onore di Dioniso cioè ha origine da un’esperienza caotica e irrazionale. La tragedia inizia il suo declino con Euripide infatti nelle sue tragedie predomina il dialogo a discapito della musica e del coro. La filosofia di Socrate è alla base della decadenza della cultura occidentale infatti a partire da essa viene esaltato il pensiero svalutando la vita concreta e i suoi valori. Questa prima fase è simboleggiata dal cammello e indica colui che è fedele alla tradizione. 
  • Nella seconda fase afferma che occorre adottare il metodo della scienza per smascherare là false credenze infatti le dottrine della metafisica, morale e scienza. Egli afferma che Dio è morto perché sono crollate le certezze e i valori assoluti lasciando posto al nichilismo. Gli uomini però non sono pronti ad accettare le conseguenze di tutto ciò per cui hanno sostituito Dio con i nuovi idoli( scienze; stato ecc..). La morale é uno strumento di dominio come quella degli schiavi ed è prodotta dall’istinto di vendetta degli uomini inferiori contro i forti e ha operato un rovesciamento di valori rispetto alla morale dei signori cioè ha negato i valori di fierezza legati al corpo; e ha affermato i valori di rassegnazione e debolezza legati allo spirito. Questa fase é simboleggiata dal leone che rappresenta lo spirito libero.  
  • La terza fase afferma che l’oltreuomo è capace di sopportare le implicazioni della morte di Dio e sa dire “ si” alla vita e godere del corpo. Può sopportare l’idea dell’esterno ritorno cioè l’ipotesi che la storia sia un grande circolo e che tutto sia destinato a ritornare essa è contrapposta all’idea del tempo lineare secondo cui la storia è una catena di momenti irripetibili verso un fine ultraterreno. Inoltre è espressione compita della volontà di potenza la quale è essenza della vita cioè impulso a crescere; è arte cioè azione produttiva del senso del mondo.  L’oltre uomo inaugura un nuovo modo di rapportarsi ai valori. Questa fase è rappresentata dal fanciullo che rappresenta appunto l’oltreuomo che va oltre l’uomo stesso inaugurando un nuovo inizio. 
Schopenhauer:


I temi trattati principalmente da lui  sono:
La morte; sul mistero dell’eternità e sullo smarrimento di fronte la natura maestosa.

  • La sua opera principale è: il mondo come volontà e rappresentazione dove l’autore doveva diffondere  la verità sul mondo vile e meschino. La risposta principale che l’autore di vuole dare è : “ che cos’è il mondo?” Ci sono in questo caso due prospettive cioè quella della scienza e della filosofia. Sono due visioni secondo il quale il mondo é una mia rappresentazione e una secondo il quale il mondo é volontà di vivere. 
  • Il mondo come rappresentazione: una verità evidente, non deve essere provata. Vi è la consapevolezza che non è possibile sapere come le cose siano in se stesse, cioè come é in relazione ai miei organi di senso. Il mondo non esiste se non non nel rapporto tra soggetto e oggetto che caratterizza la rappresentazione. Egli così critica sia il realismo sia l’idealismo. Così egli pensa che né il soggetto può prevalere sull’oggetto nè l’oggetto sul soggetto. Vi è una rappresentazione fenomenica che non può sussistere indipendentemente dal soggetto il quale organizza e ordina i fenomeni grazie a le forme a priori dello spazio e del tempo e alla categoria di causa. Tutta la realtà si risolve in una rete grazie al principio di ragion sufficiente dove ci sono quattro configurazioni diverse: 
  • Principio del divenire che spiega la relazione causa effetto
  • Principio del conoscere che regola il rapporto logico tra promesse e conseguenze 
  • Principio dell’essere che ordina le connessioni spazio temporali e rapporti tra enti geometrici e matematici 
  • Principio dell’agire che stabilisce la connessione causale tra le azioni che si compiono e i motivi per cui sono compiute. L’intero universo umano è quindi un sogno e illusione(espressione Maya) 
  • Il concetto di mondo come rappresentazione nasce da Cartesio perché egli credeva che non conosciamo la vera realtà ma solo le sue risposte alle nostre ipotesi. La natura è qualcosa di esterno. Con Cartesio nasce anche il metodo scientifico dove la scienza permette all’uomo di capire la natura( il corpo lo conosciamo attraverso idee chiare e distinte). 
  • Il mondo come volontà:  ogni cosa non è che una manifestazione di tale cieco impulsò a esistere e ad agire. Il corpo ha una duplice valenza: da un lato é un oggetto tra gli oggetti; dall’altro lato è anche la sede in cui si manifesta una forza irriducibile alla rappresentazione. La volontà è il noumeno, la cosa in sé cioè la vera essenza della realtà. Egli giunge ad una conclusione approfondendo la fenomenologia del volere è spiega che rinvia al desiderio, che la vita è anche dolore. Così l’essere umano ricerca sempre la felicità insaziabile. L’esistenza è anche noia, una condizione di vuoto. Il filosofo spiega quindi che nel mondo prevale il dolore.
  • Esprime che ci sono tre possibili vie di liberazione dal dolore: 
  • L’esperienza estetica: è disinteressata r mira all’ideale e rappresenta un quietivo del desiderio. 
  • La morale: grazie alla compsssionr consente di superare le divisioni tra un soggetto e l’altro. Consente di oltrepassare le manifestazioni fenomeniche della volontà che rende l’uomo consapevole delle dolorose conseguenze a cui essa conduce. 
  • L’ascesi: costituisce l’estremo atto di negazione della volontà di vivere( noluntas). Nell’autore l’ascesi  viene riconosciuta nella conquista del nirvana cioè nell’esperienza del nulla. 
Generale pensiero( video):
Nel contenuto generale delle sue opere egli credeva che non è il nostro io a governare la nostra esistenza, ma è la volontà irrazionale cioè la potenza della natura per la quale gli essere umani sono solo funzionari per garantire l’auto conservazione. Vi è quindi una doppia soggettività:
-Illusoria dell’io ad esempio sogni che vanno a costruire un mondo immaginario.
- Soggettività della specie: gli uomini sono funzionari per la conservazione della specie.
Egli nel suo pensiero è stato influenzato dalle religioni orientali per il rapporto con Majer con pubblicazioni di testi contenenti le teorie orientali e le upanishad cioè una serie di scritti religiosi indiani. Da questi scritti si riprende il concetto di Maya cioè il mondo delle rappresentazioni fenomeniche originato da spazio.
Molto importante è stata anche l’amicizia con Goethe in quanto frequentavano in salotto letterario. Poiché Goethe era un grande appassionato di scienze naturali e pubblico la teoria dei colori affermando che quest’ultimi si formano nella polarità di luce e oscurità, lo stesso Schopenhauer sostenne Goethe sostenendo che la tua percezione del colore dipende dall’occhio.
Egli ha inoltre influenzato anche Freud e Nietzsche. Anche quest’ultimo credeva che la natura utilizzi l’uomo per la sua auto conservazione però egli pensa, a differenza di Schopenhauer, che bisogna tutti gli inganni per migliorare la vita e l’esistenza.
Il legame con Freud è perché egli crede che Schopenhauer abbia fondato la psicoanalisi, che pensava che la psiche non fosse altro che pulsione e sessualità. Per Freud la ragione domina la natura e la psiche si sviluppa grazie al principio di piacere- realtà. Da quel piacere vi è la soddisfazione del desiderio.
 Per Schopenhauer nel corpo si manifesta quella forza che la natura esprime nel mondo e che cresce senza scopo( irrazionale).